PROGETTO "LE ERBE OFFICINALI"

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Le erbe officinali sono così chiamate perché venivano impiegate dal farmacista per preparare le medicine nella sua officina, cioè un laboratorio farmaceutico, che solitamente si trovava nel retrobottega della farmacia.
Il paziente si recava dal farmacista con la ricetta del medico ed egli prontamente eseguiva la preparazione nei modi e nelle dosi indicate. Oggi le medicine sono preparate dalle case farmaceutiche, mentre le farmacie solitamente provvedono solo alla vendita.
Le proprietà curative delle erbe officinali sono dovute ad alcune sostanze in esse contenute chiamate principi attivi. Essi possono essere presenti nell’intera pianta, o come più spesso capita, essere localizzati in una sola parte di essa: fiore, foglie, radici, frutti. Quindi, se si intende raccogliere la pianta a scopi terapeutici, è importante conoscere con precisione non solo la specie ma anche la parte della pianta da utilizzare e il tempo balsamico, cioè il periodo in cui i principi attivi sono contenuti in quantità sufficienti da indurre l’effetto terapeutico.
La fitoterapia, cioè la cura delle malattie con l’utilizzo delle piante, è la prima medicina sperimentata dall’uomo già a partire dai tempi della preistoria ed in seguito da tutte le Civiltà della Terra, occidentali ed orientali. Ancora oggi viene usata in alcuni paesi poco industrializzati in modo empirico, cioè senza fondamenta scientifiche ma tramandadone le tradizioni di generazione in generazione. Nei paesi occidentali industrializzati invece esiste una vastissima documentazione scientifica sulle erbe medicinali, le quali vengono impiegate per la preparazione di una ampissima gamma di prodotti farmacologici: su 10 farmaci comprati in farmacia ben 5 sono di origine vegetale!
Nel nostro territorio, Roccapiemonte e dintorni, sono presenti svariate specie officinali. Il sito da noi maggiormente visitato e studiato è stato il Monte Caruso ed il percorso che conduce da Santa Maria del Ponte a Santa Maria di Loreto, la piccola chiesa che dall’alto domina e protegge il nostro paese.
Il giardino da noi allestito è di dimensioni modeste ma si differenzia da altri simili perché le piante non sono state acquistate in un vivaio ma sono state prelevate direttamente dal territorio. Esso presenta così specie e varietà autoctone che tutti voi potrete incontrare e riconoscere durante le vostre passeggiate estive.
Abbiamo prelevato gli esemplari con molta cura ed attenzione evitando sprechi inutili e danni alle piante. Infatti noi crediamo che la montagna vada rispettata e quando vi ci si reca, anche per motivi di studio come abbiamo fatto noi, vanno osservate delle regole che abbiamo illustrato nel cartellone “Il codice etico del botanico raccoglitore”.
Lungo il percorso verso S. Maria di Loreto abbiamo trovato svariate specie officinali, ma non in quantità industriali, pertanto vi invitiamo a raccogliere con parsimonia quello che il nostro territorio ci offre. Se proprio desideriamo portare a casa una pianta è preferibile prelevarne un esemplare con la radice e trapiantrlo in giardino anziché effettuarne una raccolta indiscriminata. Così sarà possibile ottenerne i semi e l’anno successivo far nascere nuove piante, contribuendo al ripopolamento della specie.
Nel nostro progetto non abbiamo dato eccessivo rilievo all’applicazione terapeutica delle piante medicinali per due motivi. Innanzi tutto perché per poterle utilizzare bisogna sempre rivolgersi al medico o quanto meno ad una persona esperta e poi perché il nostro intento era quello di imparare a riconoscerle da un punto di vista botanico, di comprenderne l’importanza anche da un punto di vista medicinale e di sviluppare un senso di appartenenza e rispetto per il territorio.
Abbiamo scoperto che identificare una specie è tutt’altro che facile, perché non sempre le piante si distinguono in maniera netta come succede per gli animali. Può accadere che due specie diverse si assomiglino molto e differiscano solo per pochi particolari che bisogna saper osservare bene e che spesso risultano evidenti solo ad un occhio esperto. La botanica non si improvvisa e si può dire di conoscere solo quello che si è approfonditamente studiato.
Ad esempio due piante potrebbero avere lo stesso fiore ma magari le foglie essere diverse, o viceversa le foglie potrebbero uguali e il fiore diverso. Può accadere anche che più specie differenti abbiano odori simili, come l’origano, il timo e la santoreggia. Saper distinguere le specie diventa molto importante quando si tratta di raccoglierle a scopo terapeutico o edule. Sbagliare potrebbe significare andare incontro a spiacevoli conseguenze, perchè non sempre ciò che è naturale fa anche bene. Ricordiamo il potentissimo veleno di alcuni funghi.
Speriamo, con il nostro lavoro, di aver contribuito a rafforzare nei cittadini di Roccapiemonte l’amore per la natura e per il nostro territorio. Ci auguriamo che sempre più persone visitino, rispettandoli, le campagne e le montagne circostanti, che sebbene modeste, nascondono, come abbiamo potuto vedere, inestimabili tesori.
Ci dispiace dover constatare che alcuni ambienti naturali del nostro territorio vengono trattati come discariche. In questa sede vogliamo rivolgere un appello alle autorità competenti affinchè i nostri possano diventare territori protetti, al riparo da scempi ambientali.

Docente: Carmela Bruno

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